Google spiega l’usabilità e la user experience come fattori di ranking

ux-fattore-di-ranking

I webmaster hangout di Google hanno debuttato nella versione bilingue telugu e inglese. Chi ha avuto modo di guardarli ne sarà certamente rimasto impressionato non solo per la qualità dei contenuti, ma anche sulle discussioni riguardanti il medic update e quelle sui fattori di soft ranking.

C’è una ricchezza di informazioni condivise di altissimo livello nonché tantissimi spunti e notizie fresche che vale veramente la pena di approfondire.

Una delle cose che maggiormente colpisce l’attenzione è la domanda fatta da uno dei partecipanti, il quale ha chiesto quanto fossero importanti l’usabilità e l’esperienza utente come fattori di ranking.

Corso AI

La risposta del googler in merito è chiara e secca, in linea con le risposte che generalmente rilascia John Mueller: per quanto riguarda l’usabilità e la user experience come fattori di ranking, il design e tutto ciò di similare che vi ruota intorno conta, ma non poi in modo così fondamentale. Chiaramente un sito web deve avere tutte quelle caratteristiche “minime” che un utente si aspetta di trovare all’interno di un progetto online che lo agevolino nel reperimento delle informazioni e lo aiutino nella navigazione tra una pagina ed un’altra.

L’importanza dei competitordei fattori di soft ranking 

E porta l’esempio del Page Speed. Se una pagina web si carica sotto un secondo e come essa ce ne sono altre cinque con un caricamento pari o migliore, certamente il sito web che si carica nel minor tempo ha un vantaggio maggiore, ma come dice il googler “non è davvero un grande vantaggio in termini di ranking per quella particolare istanza …  E così, in un modo simile, non darei troppo peso al search ranking SEO quando si parla di usabilità”.

La scala gerarchica dei fattori più importanti rimane sempre e comunque, ma tutto ciò che abbiamo appena detto viene solo dopo il ranking vero e proprio, gli utenti che si collegano ad un sito web, e così via”.

Alcuni takeaway che certamente non vanno tralasciati o lasciati in sospeso riguardano ad esempio l’impatto che la  progettazione di un sito web ha sulla user experience, ma ciò che ha detto il googler lo possiamo definire come un aspetto equivalente a quello che John Mueller definisce un fattore di soft ranking.

Ecco perché entrano in gioco i competitor e l’importanza dei fattori di soft ranking equiparati con quelli dei siti concorrenti.

Se i siti dei competitor sono competitivi (scusate il gioco di parole) sui fattori di soft ranking come ad esempio la velocità di caricamento delle pagine, saranno proprio tutti gli altri fattori a fare la differenza.

A prescindere dall’originalità discorsiva del googler, come dicevamo consigliamo a tutti di approfondire ancora di più tutte le sfumature della discussione prendendosi un po’ di tempo per guardare l’intero video pubblicato qui sotto.

[via searchenginejournal.com]

 

Corso AI

PS: se hai trovato utile questo post e vuoi saperne ancora di più, prova gratis Studio Samo Pro, la nostra piattaforma con oltre 200 corsi pratici.

Piaciuto? Condividilo!

L'autore

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Iscriviti gratis a…

MakeMeThink

La newsletter di Studio Samo

Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing.

Potrebbe interessarti anche...

ai generativa
Jacopo Matteuzzi

AI generativa: cos’è e a cosa serve per il business

Oggi l’AI generativa è uno strumento indispensabile per le aziende. Ma cos’è? E come può aiutare il tuo business?Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questa innovazione e su come può trasformare il modo in cui lavori.

Vuoi essere sempre sul pezzo?

Iscriviti a MakeMeThink, la newsletter di Studio Samo. ✉️ Ricevi ogni 2 settimane le novità più importanti dal mondo del digital marketing e AI per il marketing.