Fare visual storytelling vuol dire sfruttare la forza delle immagini per raccontare una storia, per trasformare valori più o meno articolati in elementi visuali. Ovvero in immagini e video, in prodotti che la mente umana percepisce con facilità.
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ToggleEcco, questo è uno dei motivi principali per sfruttare la forza del visual storytelling: le persone amano le immagini, e su questo punto non ci sono dubbi. Ma non è giusto generalizzare. Le persone amano le immagini legate semanticamente all’oggetto della narrazione. Non puoi, cioè, raccontare una storia attraverso un’immagine semplicemente bella guardare.
Cosa significa? Qual è il legame con l’oggetto narrato? I contenuti sintetizzano i valori da veicolare, e lo fanno attraverso dei codici che a volte ignoriamo. Ma che hanno un effetto ben preciso sull’interpretazione dei significati. Ecco 5 principi fondamentali, legati alla semantica visiva, che ti aiuteranno a fare visual storytelling.
1. Colore
I colori hanno dei significati per le persone. Dei significati condivisi. per questo c’è un’autentica scienza dietro la scelta dei colori per un brand. Il nero è sinonimo di serietà ed eleganza, il verde di crescita e di rapporto con la natura, il rosso di passione e il blu di stabilità e sicurezza.
Raccontare una storia attraverso foto, video e immagini vuol dire anche ragionare in termini di colori. Per comunicare un messaggio devi valutare anche i cromatismi dominanti nel tuo messaggio visual: solo in questo modo riuscirai a unire le forze verso un unico punto. Vuoi approfondire il discorso psicologia del colore? Ti consiglio di dare uno sguardo a questo post di Buffer Blog.
2. Sguardo
Siamo abituati a guardare una storia visual in terza persona. Ovvero noi siamo gli spettatori: guardiamo dall’esterno, come uomini invisibili che hanno il privilegio di attraversare la narrazione senza essere visti. Ma basta puntare lo sguardo di un protagonista verso lo spettatore per chiamarlo in causa. Lo sguardo dell’attore è parte attiva della narrazione e definisce i ruoli del pubblico: vuoi lasciarlo fuori o vuoi coinvolgerlo?
3. Posizione
La posizione degli elementi all’interno di una cornice visuale è molto importante perché definisce valori e indicazioni temporali. Nell’arte sacra, ad esempio, c’è la contrapposizione netta tra superiore e inferiore, tra alto e basso. Ovviamente tutto ciò che si trova in alto ha un valore sacro rispetto a quello che si trova sulla terra. L’estasi di Santa Cecilia (Raffaello) è un chiaro esempio: in alto c’è il regno dei cieli, in basso le tentazioni del mondo.
Questo per quanto concerne i valori. Ci sono contenuti visual che racchiudono in un’unica immagine lo svolgimento di un’azione nel tempo. Nel mondo occidentale siamo abituati a definire lo svolgimento visuale di una storia da sinistra a destra, proprio come il senso della scrittura. Per questo (e lo si vede sempre nell’arte classica) le storie hanno un principio, uno svolgimento e una fine che segue una linea orizzontale e verticale: dall’angolo in alto a sinistra a quello in basso a destra.
4. Formato
Ci sono mille modi per fare visual storytelling. Puoi scegliere Youtube, Vine, Instagram e qualsiasi piattaforma in grado di ospitare immagini o video. Qual è il tuo compito? Studiare il pubblico, capire qual è il formato che preferisce. E poi studiare anche la concorrenza per capire come si è mossa con quali risultati. Mai lanciarsi nel vuoto, mai.
5. Tempismo
Raccontare una storia vuol dire anche cogliere un’occasione al volo e trasformare una narrazione visual in un elemento visual capace di cogliere i vantaggi del newsjacking. Con questo termine si intendono quelle tecniche che tendono a sfruttare una notizia (simpatica, curiosa, non negativa) per dare visibilità al proprio brand.
Ovviamente devi collegare il tutto alla narrazione. L’esempio di Snickers, legato al morso sulla spalla di Suarez sulla spalla di Chiellini durante l’ultimo Mondiale, è lampante: questo è vero newsjacking. Ma per legare questa tecnica al visual storytellig non basta solo incrociare la notizia con il tuo brand: devi essere in grado di far rientrare la notizia nella tua strategia. Lo so, è un lavoro duro. Ma questo è fare storytelling: non basta raccontare una storia!
Ora tocca a te
Anche tu ti occupi di visual storytelling? Vuoi aggiungere un punto a questa lista? Vuoi completarla con la tua esperienza personale? Lascia le tue idee nei commenti, aiutami a completare questo articolo con il tuo contributo.
2 risposte
Grazie, fantastico articolo. Cerco sempre di approfondire e migliorare il mio utilizzo delle immagini e i colori sono importantissimi; mi avete dato parecchi input 😉
Ciao Marianna, grazie per il tuo commento. Ci fa piacere leggerlo.